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Tre pillole d’avanguardia #MadeinItaly: esperimenti riusciti di conscious pop.

Moonlight Popolare

Alcuni lo definiscono street pop ma il tentativo di incasellare il genere di Moonlight Popolare in una categoria predefinita rischia di infrangere quella magica alchimia su cui il pezzo è stato costruito.

Reposted from Mahmood’s Instagram page.

Miscela di generi, forme, suoni e tecniche che vanno dal ritornello romantico ed elegante in inglese – tipico di un pop brillante e colorato a cui Mahmood ci ha abituati – alle barre crude di Massimo Pericolo, rime d’avanguardia per gli amateur del rap classico, che mischiano tutta “l’emersione dal basso” di entrambi i protagonisti – che ricordano tempi in cui vedevano “la luna da una casa popolare” – agli elementi tipici dell’ondata trap: l’autotune, i milioni, la Dea Fama.

Elegante e torbido, costruito ma estremamente sociale, Moonlight Popolare è un pezzo che, come commenta Rolling Stone: “è come rotolarsi nel fango con addosso un vestito Gucci”. 

Moonlight Popolare – Mahmood & Massimo Pericolo

Giubbottino

Provocatorio e provocante è il suono di Giubbottino, che proprio come una giacca ti avvolge, lasciando però scoperta una mano da “all-in”, che tira in ballo uno dei più scottanti temi dell’emancipazione femminile targata 2020.
Mentre la ascolta ogni donna, anche se con leggera timidezza, si potrebbe infatti sentire chiamata in causa, per tutte quelle volte in cui non ha tirato fuori il coraggio per far valere la propria sessualità al pari del partner.

Specchio riflesso di una cultura che tuttora in molti definiscono patriarcale. L’avanguardia del pezzo di Margherita Vicario è anzitutto nelle parole, nell’interprete, nella rivoluzionarietà di una donna che consiglia alle altre: “Tu al tuo uomo digli tutto, tutto, ti farà godere il doppio”.

Margherita Vicario sul set di “Giubottino” – Reposted from Instagram

Un’avanguardia che per i più nerd prende forma anche nel multimediale, nel video a firma Francesco Coppola, che assume tratti quasi lynchiani mentre gli uomini sfilano semi nudi e le donne man mano si eccitano, proprio come siamo abituati a vedere spesso all’inverso.

Uno scenario parallelo, rivoluzionario – forse specchio delle aspettative dei nuovi anni ‘20 – che porterà gli ascoltatori (anche gli uomini più attenti) a un nuovo approccio alla sessualità che si riassume in due versi. 

Ogni piccolo dettaglio
Si trasformerà in un sogno
E non è come in un porno
Porco mondo, è molto meglio

Giubottino – Margherita Vicario

Algoritmo

Con una hit che è pronta a prendersi i prossimi mesi per i ritmi dichiaratamente estivi, il podio più alto delle avanguardie italiche d’ultima uscita, infine, lo conquista Willie Peyote.

Con un super featuring che vede alla base un Don Joe rinnovato, e la discesa in campo della frizzante reggae Anni ‘90 di Shaggy, che già ci proietta sotto l’ombrellone, con o senza plexiglass si vedrà. Willie rilascia il pezzo scrivendo: “E così hai fatto un pezzo con @theRealDonJoe e @DiRealShaggy? Sì ma niente di serio”. Ed ecco che vediamo l’ironia consapevole del cantautore rap torinese arrivare ancora una volta in profondità, in un mix che affronta l’avanzare irrequieto delle tecnologie, dai codici criptati, agli algoritmi come alle nuove professioni social.

Cover “Algoritmo” – Reposted from Instagram

Una tecnologia che ci libera ma e ci invade contemporaneamente, disegnando i confini per un nuovo mondo ancora in gran parte da scoprire. Un universo in cui il cantante, però, lascia sempre il dovuto spazio a una profonda purezza di sentimenti, senza tralasciare le dovute frecciatine a chi è troppo affezionato alle logiche dei muri che dividono. 

Algoritmo – Willie Peyote ft Don Joe ft Shaggy

Camilla Folena

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