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Ristorante Roots: dove cenare a Roma per trovare gusto, qualità e fantasia.

Sono andata a fare quattro chiacchiere con Alessandro Gentile, proprietario e chef del ristorante Roots, per scoprire da vicino la qualità di questo locale e provare alcuni dei loro piatti che danno centralità alle materie prime e agli abbinamenti creativi ideati dallo chef.  

Reposted from Roots’s Instagram page

Se state cercando dove andare a cena a Roma per scoprire un ristorante genuino, saporito e attento alle materie prime Roots è il posto che fa per voi.

Storia & filosofia di Roots

Roots è un ristorante di cucina contemporanea gestito da giovani talenti appassionati di sapori veri e genuini, caratteristiche chiave di questo ristorante, che deve il suo nome – Roots / radici – alla costante ricerca di armonia con la natura e con la terra. Il ristorante è gestito da una famiglia composta dallo chef Alessandro Gentile, la sua compagna nonché sous-chef e responsabile della panificazione Martina Zennaro e ad occuparsi della sala ci pensano le due sorelle di Alessandro, Giulia e Cecilia Gentile che, oltre a rendere il ristorante un posto accogliente, si prendono cura della cantina dei vini.  

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Il locale si trova nel quartiere Prati a Roma, è composto da 26 posti a sedere, tra interno ed esterno, e l’arredamento è minimale caratterizzato da colori tenui ispirati alla terra, elementi naturali e piante aromatiche sempreverdi.  

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La filosofia di Roots conferisce piena centralità ai prodotti selezionati seguendo standard di qualità, sostenibilità ed eticità. L’intento dei proprietari è quello di scegliere i migliori prodotti provenienti dalle piccole realtà che seguono la loro stessa filosofia, puntando a valorizzare i sapori veri proponendo un menù creativo, unico e ricercato che rispetti i cicli di vita di ogni animale, il fermo pesca e la stagionalità imposta dalla natura. 

Roots è aperto dall’aperitivo al dopo cena e propone un menù alla carta e una formula aperitivo per chi vuole concedersi uno sfizio di alta qualità. 

La cucina e le materie prime 

Ad affiancare Alessandro in cucina c’è la sua compagna Martina, con alle spalle anni di esperienza tra impasti e lieviti, che si occupa della panificazione (e non solo) e supporta lo chef in tutte le sue decisioni.

Quasi tutte le cotture di Roots sono alla brace, cosa che conferisce un sapore decisivo ai piatti sia di carne e pesce che di verdure. Talvolta questo metodo di cottura è stato usato anche nei dessert per l’affumicatura di un olio utilizzato per il crumble di un gelato alla crema.

Per quanto riguarda la ricerca della materia prima, per il pesce si affidano alle famose aste di Fiumicino, Civitavecchia e Oristano in cui hanno modo di scegliere il pescato del giorno e di stagione. Per la carne invece si riforniscono da allevatori come la Fattoria Faraoni di Sutri (VT) con allevamento al pascolo o dai Fratelli Varvara in Puglia. 

La scelta di selezionare più produttori rispecchia la filosofia di Roots centrata sulla ricerca accurata del prodotto, “perché ognuno di loro fa qualcosa al massimo livello e noi cerchiamo di reperire sempre la migliore qualità di tutti i prodotti” spiega Alessandro. 

Lo stesso procedimento avviene anche per la selezione dei vini della loro cantina che, seppur piccina, presenta 20 etichette diverse tutte naturali e dai sapori vivi e genuini. 

L'aperitivo e il menù alla carta

L’aperitivo da Roots è l’occasione perfetta per provare piatti di alta qualità in versione ridotta e la formula prevede tre tapas (pomodoro ripieno di panzanella, dei tacos ripieni di patate e gambero crudo e delle verdure in pinzimonio con salsa) e un drink.

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Per quanto riguarda il menù alla carta, le proposte si alternano in base alla stagione tranne alcuni piatti fissi come i dim sum di maiale e cipollotto e il gelato di pop corn. 

La mia esperienza da Roots

La cena da Roots è stata una vera sorpresa condita da gusti pieni e sapori decisi, dall’antipasto fino al dolce. Un assaggio di due tipi di pane (fatti da Martina) accompagnati da un vivo e pungente olio umbro ha anticipato l’arrivo di un inatteso antipasto fuori menù composto da burrata, piselli ed erbe aromatiche: un esperimento davvero ben riuscito dello chef.

Il primo piatto scelto dal menù è stato il ceviche con il latte di tigre dove il pesce era carnoso e saporito e il suo condimento rendeva il sapore pieno e rotondo al palato.

Nonostante l’insolita accoppiata di pesce e carne, la scelta del secondo piatto è ricaduta sulle ribs di maiale con le albicocche in cui la cottura al barbecue e il sapore agrodolce del frutto si sposavano alla perfezione seppur mantenendo ben distinti i sapori delle materie prime.

Foto gentilmente concessa da Roots

Infine il gelato al limone e liquirizia e stata la conclusione perfetta, fresca e croccante di una cena piena di consistenze e sfumature. 

Di seguito una lista di alcuni piatti che vale la pena citare per raccontare un po’ la poesia di Roots e la sua creatività.

Il pane

Il pane è fatto con il loro lievito madre, uno bianco e uno integrale, con cui realizzano un soffice pane in cassetta e un originale pane di patate. 

Gli antipasti

Ceviche – diversi tipi di pesce crudo marinato con succo di limone, prezzemolo, sale e pepe, aglio, olio e poi filtrato. Il succo estratto – è quello che in Perù chiamano Latte di tigre – diventa il condimento del pesce per un antipasto saporito e originale da 10 e lode. 

Carote, cozze e mandorle – carote cotte a bassa temperatura, poi ripassate in padella con burro e miele insieme alle cozze leggermente aperte e passate in padella con il proprio liquido. Il tutto servito con un croccante crumble di mandorle.

Dim Sum maiale e cipollotto – ravioli cinesi cucinati all’italiana. La tipica pasta cinese ripiena di maiale viene cotta direttamente in padella con una soluzione di acqua e soia per mantenere la tradizionale cottura al vapore. Guarniti con il cipollotto di cui la cui parte verde viene usata per creare un olio colorato e la parte bianca viene marinata con olio, sale e aceto. 

Foto concessa da Roots
I primi 

Linguine, zucchine e bottarga – linguine mantecate con il brodo di pesce, crema di zucchine e doppia bottarga sia all’interno della crema che a guarnizione sul piatto.

Girasole, caprino e aglio nero – i girasoli (formato di pasta) ripieni con ricotta di capra e mantecati con un pizzico di mascarpone e scorza di limone, sale e pepe. La pasta infine viene mantecata con burro e aglio nero (fermentato a 60 gradi per 60 giorni) e guarnita con la spigatura del sedano.

I secondi 

Ribs di maiale con albicocche – costolette di maiale cotte alla brace, laccate con un estratto di albicocca e accompagnate da sfoglie di albicocche cotte al forno. 

Ricciola con cetrioli e sedano – ricciola cotta al barbecue con cetrioli, caviale di aceto ghiacciato e sedano spigato. 

Foto concessa da Roots
I dolci  

Gelato al pop corn – gelato su stecco con crema di pop corn, ricoperto di cioccolato bianco, pop corn caramellati e mou.

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Tartelletta frangipane e fragole – la frangipani è una crema cotta tradizionalmente con farina di mandorle (ma in questo caso non è stata utilizzata per eventuali intolleranze) e ricoperta da una mousse di fragola.

Limone e liquirizia – gelato al limone, crema di liquirizia e crumble di biscotti.

Provare per credere!

Roots
Via Rodi 16, Roma
Orario: 19 – 23

Silvia Commisso

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