Art

Olafur Eliasson: stupore e consapevolezza.

“Con The Weather Project l’artista ci pone davanti e all’interno di un gigantesco perenne tramonto nelle sale della Tate gallery”

The Weather Project: Tate Gallery – London 2003.

Pensavamo a marzo come quel periodo in cui iniziare a mettere magliettine di cotone, magari andare al mare a immergere in piedi nell’acqua ancora gelida, e invece l’emergenza sanitaria ci fa dire a gran voce #iorestoacasa, scelta consapevole e necessaria per poter ricominciare a vivere al meglio al più presto. Stare a casa non ci impedisce però di sognare, di provare stupore e di intraprendere, comodamente seduti sul nostro divano, un viaggio virtuale. Ecco quindi che Seven viene in vostro soccorso, portando meraviglia attraverso la scoperta di contenuti inaspettati.

Per la rubrica di Arte, vi proponiamo l’opera dell’incredibile Olafur Eliasson (1967)

Di origine islandese, nel corso della sua carriera ha radicalmente allargato i confini del termine artista. Architetto, sognatore, ecologista, educatore, regista, scienziato, attivista: arte è partecipazione, movimento, percezione, ma anche politica, senso civico e sollevamento di coscienza collettiva sui temi caldi della nostra epoca; ed è proprio parlando di “caldo” che Eliasson predilige focalizzarsi sulle drammatiche conseguenze del cambiamento climatico. 

Con The Weather Project (2003), l’artista ci pone davanti e all’interno di un gigantesco perenne tramonto nelle sale della Tate gallery, facendo riflettere immagini e menti sul cielo-soffitto in un’atmosfera apocalittica e straniante ma anche ingaggiante.

Le sue opere infatti puntano al far vivere un’esperienza immersiva e riflessiva al maggior numero di persone possibile. Il pubblico si addentra in modo anche incidentale nelle sue opere, come avviene in Ice Watch (2018): installazione performativa in cui l’artista pone 30 blocchi di ghiaccio proveniente dalla Groenlandia nel centro di Londra, tra Southbank e la City

London, 2018. Ice Whatch reposted from studioolafureliasson Instagram’s profile.
London, 2018. Ice Whatch reposted from studioolafureliasson Instagram’s profile.

Se tradizionalmente il ghiaccio è metafora di apatia, con Ice Watch racconta una storia estremamente empatica, scatenando le nostre autocoscienze sul cambiamento climatico, esplorando i limiti della partecipazione umana data da sentimenti di distanza e disconnessione, prossimità e rilevanza.

Giulia Tucci

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