Art

The other side of Dalì: cinema, Walt Disney e pubblicità.

Da Alfred Hitchcock a Walt Disney passando per le più svariate pubblicità, la fantasia di Salvator Dalì ha superato ogni confine.

Salvator Dalì, artista polietrico e dalla personalità eclettica, spaziava dalla pittura alle sculture, dalle scenografie e al design e fece della sua vita una vera e propria opera d’arte. Noto per essere un mostro sacro del Surrealismo – corrente d’avanguardia ispirata al pensiero dell’uomo e al suo inconscio considerato quest’ultimo come la versione piu libera e sincera della realtà – Dalì era il vero emblema di genio e sregolarezza.

Dalì Atomicus (1948) foto di Philippe Halsam.

Grazie alla sua fantasia, creativa e visionaria, si mosse liberamente tra le varie arti producendo contenuti disparati e sempre iconici.

Nel 1945 Dalì fu coinvolto in due progetti: il primo vede protagonisti il nostro Artista e il noto regista Alfred Hitchcock il quale gli commissionò la scena del sogno/incubo nel suo film in uscita Io ti salverò! (1945). Il film di carattere psicologico, con Ingrid Bergman e Gregory Peck come attori protagonisti, divenne noto soprattutto per aver realizzato una delle rappresentazioni più originali di sempre della sfera onirica. Ad occuparsi di questa scena non poteva che essere Dalì, genio indiscusso della metafisica psichica. Tutti gli elementi del sogno avevano un significato ben preciso, rivelato nella seduta psicoanalitica del film, e la scena divenne subito un cult.

la scena del sogno di Dalí è Hitchcock nel film “Io ti salverò”, 1945.

Arriviamo al secondo progetto: una leggenda racconta che durante una festa, il mostro sacro del Surrealismo incontrò il mostro sacro dell’animazione, Walt Disney e tra i due fu subito intesa.

Salvator Dalì e Walt Disney in Spagna.
© WALT DISNEY FAMILY FOUNDATION COLLECTION.

Il produttore di cartoni più famoso al mondo propose a Dalì di realizzare insieme un cortometraggio sulla falsariga di Fantasia, ma più strano. Nacque così “Destino”, progetto di esemplare creatività la cui produzione però si interruppe per lo scoppio della guerra e venne terminata solo nel 2003 grazie a Roy Edward Disney, nipote di Walt Disney, che si occupò del ripristino e della confezione del cartoon, a Baker Bloodworth venne affidata la produzione e a Dominique Monfery la direzione.

Il cartone, dolce e surrele, ritrae una fanciulla all’inseguimento del tempo, il suo amore. Tra spazi onirici e metafisici, ambientazioni liquide e creature mutanti, il contenuto della fiaba ricalca a pieno lo stile etereo e fantasioso di Dalí.

Oltre che per il grande schermo, l’estro di Salvator Dalì fu protagonista di numerose iniziative pubblicitarie che diedero spazio al suo stile inconfondibile. Al 1969 risale la sua realizzazione più popolare: il coloratissimo logo per il lecca lecca Chupa Chups inventato dal direttore dell’azienda produttrice Enric Bernat. A Dalì va riconosciuta l’idea del logo a margherita, dei colori rosso e gallo della cataloga e la scelta di farlo apparire in testa alla sfera per darvi la massima visibilità. Sua fu anche la scelta di collocare i lecca lecca vicino alla cassa per essere ancor più facilmente a portata di bambino.

Logo Chupa Chups, ideato da Dalì nel 1969.

Last but not least meritano di essere citate ancora due pubblicità che videre il nostro Artista protagonista: il farmaco analgesico Alka Seltzer e il cioccolato francese Lanvin.

Visionario e fuori dagli schemi, Dalì fu il padre di un nuovo concetto di Artista che, libero da ogni preconcetto sperimentò nella sua carriera quante più realtà possibili. Indirizzato al futuro e mai al passato, chiudiamo citando una delle sue più grandi citazioni “più di tutto mi ricordo il futuro“.

Silvia Commisso


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